Nato fuori dal matrimonio nell’aprile 1452 in un piccolo paesino poco lontano da Firenze, Leonardo da Vinci vive una vita caratterizzata da numerosi viaggi in cui approfondisce i suoi studi e la sua arte. Un viaggio che continua a Cinquecento anni dalla sua morte, attraverso le sue leggendarie opere.

La Toscana

Il 15 aprile 1452, in una casa nel borgo di Vinci, nasce Leonardo da donna Caterina e ser Piero. Il bambino illegittimo vive i primi anni di vita nella casa paterna insieme ai nonni.

Nel 1462 si trasferisce con la famiglia a Firenze. Riceve un’educazione casalinga disordinata: si pensa infatti che il suo scrivere da destra verso sinistra sia frutto di una formazione scolastica discontinua e disorganizzata. Essendo portato nel disegno, ser Piero decide di mandarlo a bottega dall’amico Andrea del Verrocchio, orafo, pittore e maestro d’arte, che lo accoglie come allievo nel 1469. In quel tempo la bottega del Verrocchio è fucina di artisti che avrebbero caratterizzato l’arte rinascimentale, tra cui Botticelli, Ghirlandaio, Perugino.

L’arte di Leonardo si sviluppa all’interno della bottega: è qui che iniziano a fiorire i primi lavori come Paesaggio con Fiume, la Madonna di Camaldoli e Tobiolo e l’angelo. A Firenze si avvicina alle scienze e alla scultura grazie all’Accademia del Giardino di San Marco patrocinata da Lorenzo de’ Medici e frequentata nel 1480. In questo anno gli viene commissionata l’Adorazione dei Magi per la chiesa di S. Giovanni Scopeto.

Firenze – Milano, andata e ritorno

Dopo quasi vent’anni Leonardo decide di cambiare città: si presenta quindi a Milano alla corte di Ludovico il Moro dietro benestare di Lorenzo il Magnifico. Per Leonardo, Milano rappresenta la città in cui si esprimerà al meglio: nelle opere di ingegneria come costruttore di macchine belliche e fautore delle bonifiche nella bassa pianura lombarda; ma soprattutto come pittore con le decorazioni della Sala delle Asse del Castello Sforzesco, l’affresco nel refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie noto come Ultima cena e il capolavoro della Vergine delle rocce.

A seguito dell’occupazione dei francesi di Luigi XII, Leonardo decide di partire da Milano. Segue un periodo caratterizzato da diversi viaggi tra le città di Mantova, Venezia, Firenze, Urbino e di nuovo Firenze. Qui, nel 1503, riceve l’incarico di affrescare la Battaglia di Anghiari nel Salone del Consiglio grande nel Palazzo della Signoria, mai portata a termine a causa dell’ossessione della tecnica perfetta. È del secondo periodo fiorentino (1503-1506) l’opera forse più conosciuta, ma soprattutto, più misteriosa ed enigmatica mai dipinta: la Gioconda.

L’ultimo viaggio

Dopo la morte del padre, Leonardo accetta la richiesta del re Luigi XII di entrare nella sua corte, e nel 1508 rientra a Milano dove si occupa di anatomia e geometria. Dopo soli tre anni però, alla morte del suo sostenitore Charles d’Amboise, decide di trasferirsi a Roma. Nella città eterna, dietro sostegno di Giulio de’ Medici, si occupa ancora di ingegneria idraulica, meccanica e ottica.

Il suo ultimo viaggio è in Francia: nel 1517 si stabilisce in un alloggio del re ad Amboise. Vecchio e indebolito da una trombosi cerebrale che gli paralizza la mano destra, vive in serenità dedicandosi ai suoi studi scientifici sino alla morte.

È il 2 maggio 1519. La sua arte e il suo genio però continuano a vivere: nel 2019, a 500 anni dalla scomparsa, il viaggio continua al cinema dal 2 ottobre con il film d’arte Io, Leonardo prodotto da Sky con Progetto Immagine.