Io, Leonardo, film d’arte in uscita per i 500 anni dalla morte del genio italiano, promette un viaggio tra i misteri della sua mente. E di misteri è ricca la Gioconda, sua opera più famosa: chi è la Monna Lisa? Cosa significa il suo sorriso? Chi la rubò?

Affidare tutto alla mente del grande genio. Questa l’idea alla base di Io, Leonardo, film in uscita nelle sale dal 26 settembre in occasione dei 500 anni dalla morte dell’artista. La pellicola, con la regia di Jesus Garces Lambert (che dopo il successo di Caravaggio – L’anima e il sangue torna dietro la macchina da presa), promette una narrazione che segue le leggi misteriose del suo spazio mentale.

LA GIOCONDA: CHI ERA COSTEI?

Misteri che circondano non solo l’immenso genio di Leonardo da Vinci, ma anche alcune sue opere, e soprattutto la celebre Gioconda. A partire dall’identità della donna dipinta: per l’ipotesi più accreditata “Monna Lisa” Gherardini, moglie del mercante fiorentino Francesco Bartolomeo del Giocondo, che ne avrebbe commissionato il ritratto senza però mai vederselo consegnare. Leonardo infatti lo portò perfino in Francia e lo tenne con sé fino alla morte.

E se alcuni studiosi addebitano questa strana circostanza a eccessiva precisione e desiderio di perfezionare l’opera, altri offrono ulteriori interpretazioni: che la donna ritratta possa essere invece una donna cui Leonardo era legato indissolubilmente come la madre? Una donna (un’amante di un esponente dei Medici?) in dolce attesa, come sarebbe simboleggiato dalle mani sul grembo? O ancora, un’allegoria della Natura?

LA GIOCONDA NON É ITALIANA. MA L’UOMO CHE LA RUBÒ NON LO SAPEVA

Come detto, fu lo stesso Leonardo a portare con sé il dipinto presso la corte di Francesco I in Francia. Quando morì, l’opera passò al suo allievo preferito, Salaì, e probabilmente da lui al re, per approdare al Louvre in epoca napoleonica.

Un retroscena, questo, che l’imbianchino italiano Vincenzo Peruggia, che proprio lì prestava la sua opera, non sapeva. Il 20 agosto di quell’anno, deciso a riportarlo in Italia, all’ora di chiusura del museo si chiuse in uno sgabuzzino col dipinto, per uscirne alla riapertura il giorno dopo nascondendolo sotto il cappotto. Ma anziché fare di lui un eroe nazionale come sperava per aver restituito alla patria la Monna Lisa, il furto lo portò all’arresto nel 1913.

UNA GIOCONDA, TANTE GIOCONDE

Misteri sono nati anche da altre copie della Monna Lisa. Dalla Gioconda del museo del Prado, probabilmente opera del discepolo di Leonardo, il Salaì, alla Gioconda di San Pietroburgo, datata a metà ‘600 grazie alle analisi chimiche, fino alla Gioconda Isleworth, ora conservata a Singapore, a detta degli esperti dello stesso Leonardo. Per non parlare della Gioconda di Duchamp, con pizzetto e baffi, vera icona del movimento Dada.

MISTERO DEI MISTERI: IL SORRISO DI MONNA LISA

Enigmatico, simbolico, affascinante, perfino malinconico: il sorriso della Gioconda è il mistero dei misteri. Nato probabilmente da studi di Leonardo sulla visione periferica: perché Monna Lisa abbandoni la sua aria misteriosa, bisogna fissarla negli occhi, o guardare il paesaggio, ed ecco che sulle sue labbra i nostri occhi vedranno sbocciare un sorriso.

Un incantesimo che continua ad affascinare, e che sarà protagonista al cinema dal 2 ottobre con Io, Leonardo.